La mostra – a cura di Tiziana Conti, Angelo Candiano, Federico Piccari – ricostruisce il periodo storico dell’arte contemporanea intorno alla caduta del muro di Berlino, particolarmente significativo per l’Occidente, attraverso la selezione di diversi artisti rappresentativi che hanno attivamente operato tra il 1988 e il 1993.
Gli artisti in mostra condividono una particolare consapevolezza del momento storico che stavano vivendo tanto da poterla ascrivere in un comune sentimento di responsabilità etica, con esiti sicuramente lontani dalle correnti già affermate e operanti sin dalla fine degli anni Sessanta e fino a tutti gli anni Ottanta.
I lavori oggetto di questa mostra approdano individualmente a esiti diversi e originali pur condividendo un contesto storico profondamente cambiato che sente l’approssimarsi del fine secolo e del fine millennio aprendo a nuove strade del XXI secolo. Quelli degli anni Novanta sono lavori che hanno metabolizzato le precedenti decadi ma senza citarle direttamente, consapevoli del cambiamento storico di paradigma e di quello che stava succedendo, con un atteggiamento etico senza il carico ideologico e senza essere totalmente avulsi dal sentire il cambiamento di linguaggio che era alle porte, una condizione dell’esserci ma in modo consapevole.