I Silenzi, come le Voci, sembrano trovare la sintesi presente, ma ancora forse non consciamente perseguita precedentemente, nell’uso di meccanismi linguistici legati al pensiero scientifico e alla logica cibernetica, nell’uso di cromatismi assoluti. Gli esiti, apparentemente differenti, sono verso una concezione spaziale che non possiede più in sé la tradizionale quadridimensionalità, essendo il valore di spazio-tempo acquisito, bensì le nuove definizioni filosofico-scientifiche di e oltre l’iperspazio. I Silenzi, fusi opachi, svelano uno spazio molteplice senza più retro né fronte, e la tendenza a comprendere tutto in sé, abbandonando i normali concetti di alto e basso per recuperare un’orizzontalità che non gli appartiene essendo solo virtù di colui, e del mondo, che l’osserva.
Karpüseeler, Grande Silenzio Bianco, 1997-1999, (fuso) resina e vernice poliestere bianca opaca, (base) lastre di ardesia, 800 x Ø 50 cm, comune di Cuneo [istallazione permanente]
Karpüseeler, Verso il silenzio, 1995, legno verniciato nero opaco, h 380 x Ø 11 cm, coll. privata Torino
Karpüseeler, Verso il silenzio, 1994, legno verniciato nero opaco, 100 x Ø 6 cm
Karpüseeler, Verso il silenzio, 1994, legno nero verniciato opaco, 48 x Ø 5 cm
Karpüseeler, Verso il silenzio, 1992, pvc verniciato nero opaco, 200 x Ø 6 cm, coll. privata Bruxelles
Karpüseeler, Silenzio, 1994, vetro retroverniciato riflettente in lavacro, misure ambientali
Karpüseeler, Silenzio verso infinito, 1997, alluminio, Ø 120 cm x 30, Vette del Sestriere (TO) [installazione permanente]
Karpüseeler, Silenzio bianco, 2006, legno verniciato bianco opaco, h 150 x Ø 20 cm
Karpüseeler, Silenzio Bianco, 1999, legno e poliestere bianco, h 32 x Ø 5 cm, coll. privata Perugia